E' utile sapere

VISITE DI CONTROLLO

Il  13 gennaio 2018 è entrato in vigore il Decreto del Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 206/2017 che fissa le modalità per lo svolgimento delle visite di controllo per questi lavoratori a seguito dell’entrata in vigore, dal 1° settembre scorso, del “Polo unico per le visite fiscali che attribuisce all’INPS la competenza esclusiva degli accertamenti.


Il Decreto conferma che le visite mediche di controllo possono essere effettuate durante le fasce di reperibilità dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, anche nei giorni non lavorativi e festivi, sia su richiesta delle Pubbliche amministrazioni fin dal primo giorno di assenza per malattia, sia su iniziativa dell’Istituto.


Non viene data attuazione alla prospettata armonizzazione tra i due settori: per i dipendenti pubblici le ore di reperibilità restano sette, mentre per i privati quattro (dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00).

La novità consiste nello svolgimento delle visite che possono essere disposte “con cadenza sistematica e ripetitiva, anche in prossimità delle giornate festive e di riposo settimanale”. Cosa significa? Che i controlli potrebbero essere effettuati più volte durante la malattia e anche nell’arco della stessa giornata? Queste modalità dovranno essere chiarite dall’INPS.

Sono esclusi dall'obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti per i quali l'assenza è riconducibile ad una delle seguenti circostanze:


a) patologie gravi che richiedono terapie salvavita;


b) causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all'ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 834/1981, ovvero a patologie rientranti nella Tabella E del medesimo decreto;


c) stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

Il dipendente deve comunicare preventivamente all'amministrazione, che a sua volta lo renderà noto all'INPS, l'eventuale variazione dell'indirizzo di reperibilità, durante il periodo di prognosi.

Qualora il lavoratore non venga reperito nel suo domicilio, il medico di controllo deve lasciare l'invito a visita ambulatoriale presso l'Ufficio medico legale dell'INPS. Sempre l’Ufficio medico legale dovrà emettere il giudizio definitivo nel caso il dipendente si opponga, al momento stesso della visita, al giudizio espresso dal medico di controllo.

Nel caso di rientro anticipato al lavoro, per intervenuta guarigione rispetto alla prognosi iniziale, il lavoratore deve richiedere un certificato sostitutivo al medico che ha redatto il certificato di malattia ancora in corso o ad altro medico in caso di assenza o impedimento del primo.

Restiamo in attesa delle indicazioni

operative dell’INPS per il necessario approfondimento in ordine allo

svolgimento di queste visite.


Congedo per donne vittime di violenza di genere

È stata finalmente pubblicata la circolare dell’Inps (n. 65 del 15 aprile 2016) relativa al congedo indennizzato di tre mesi, riconosciuto alle lavoratrici dipendenti delsettore pubblico e privato vittime di violenza di genere - escluse quelle del settore domestico -, al fine di svolgere i percorsi di protezione.

Questa misura è stata introdotta dall’art. 24 del D.Lgs. n. 80/2015, in vigore al 25 giugno 2015. 

La circolare Inps n. 65/2016 si rivolge, in particolare, alle lavoratrici del settore privato sia per il pagamento delle indennità sia per gli aspetti correlati alla contribuzione figurativa. 

Per fruire del congedo, che spetta per un periodo massimo di tre mesi (90 giorni di astensione effettiva dal lavoro), e dell’indennità occorre avere un rapporto di lavoro in corso di svolgimento con obbligo di prestare l’attività lavorativa ed essere inserite nei percorsi certificati dai Servizi sociali del Comune di appartenenza, dai Centri antiviolenza o dalle Case Rifugio. 

Il congedo può essere goduto su base giornaliera od oraria secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi. In assenza di contrattazione, la lavoratrice può scegliere tra la le due modalità. L’utilizzo ad ore è comunque consentito in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo.
 

I periodi di congedo sono coperti da contribuzione figurativa.
Le lavoratrici del settore pubblico sono considerate nella Circolare Inps per gli aspetti che riguardano la copertura figurativa in quanto il trattamento economico è corrisposto dall’Amministrazione di appartenenza.
 Inoltre – precisa l’Inps nella Circolare - alle lavoratrici con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa è riconosciuto solo il diritto alla sospensione del rapporto di collaborazione a cui non corrisponde però un diritto all’indennità.
 La lavoratrice, salvo casi di oggettiva impossibilità, è tenuta a preavvisare il datore di lavoro almeno 7 giorni prima dell’inizio del congedo, con l’indicazione dell’inizio e della fine del periodo di congedo e a produrre idonea certificazione.
Dovrà inoltre presentare domanda anche alla Sede Inps, di regola prima dell’inizio del congedo.
 

Se ha già fruito di periodi di congedo, dall’entrata in vigore della riforma (25 giugno 2015) a oggi, deve presentare domanda anche per tali periodi in modo da consentire la verifica dei conguagli eventualmente già effettuati.

Si ricorda il diritto per la lavoratrice dipendente di trasformare ilrapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, e viceversa.

 La circolare in pdf: http://www.uil.it/documents/Circolare numero 6...



IL NUOVO CONGEDO PARENTALE - PRESENTAZIONE DOMANDE
L’Inps con circolare n. 139 del 17/7/2015 e con due precedenti messaggi fornisce indicazioni e modalità di presentazione delle domande del nuovo congedo parentale introdotte dal D.Lgs. n. 8072015, entrato in vigore il 25 giugno 2015 (giorno successivo alla pubblicazione in G.U.).

Congedo parentale ordinario
L’Inps precisa che sia l’estensione del periodo temporale di fruizione (da 8 a 12 anni) sia l’elevazione (da 3 a 6 anni) della corresponsione dell’indennità al 30%, per il periodo massimo complessivo tra i genitori di 6 mesi, trovano applicazione in via sperimentale per il solo anno 2015 per le giornate di astensione fruite dal 25 giugno al 31 dicembre 2015.
Tale disposizione trova applicazione anche per i casi di adozione, nazionale e internazionale, e di affidamento, qualunque sia l’età del minore, entro 12 anni (e non più 8 anni) dall'ingresso in famiglia, ma non oltre il raggiungimento della maggiore età.
Per i periodi di congedo parentale ulteriori rispetto ai 6 mesi oppure fruiti tra i 6 anni e gli 8 anni di vita del bambino (oppure tra i 6 e gli 8 anni dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato) si farà riferimento ad un limite di reddito per avere diritto all’indennità. In precedenza questo limite di reddito si applicava dai tre agli otto anni.
Dagli 8 ai 12 anni non vi è indennità.

Prolungamento del congedo parentale per figli disabili
Con messaggio n. 4805 del 16/7/2015 l’Inps si sofferma sul “prolungamento del congedo parentale” in presenza di figli disabili gravi, che viene esteso dagli 8 ai 12 anni di età del figlio o, per adozione e affidamento, dagli 8 ai 12 anni dall'ingresso del minore in famiglia senza limiti di età, ma non oltre il raggiungimento della maggiore età.
Anche questa disposizione opera in via sperimentale per il solo anno 2015.
L’Istituto ricorda che il prolungamento del congedo parentale decorre a partire dalla conclusione del periodo di normale congedo parentale teoricamente fruibile dal genitore richiedente, per un periodo massimo, comprensivo dei periodi di congedo parentale ordinario, non superiore a tre anni, con diritto per tutto il periodo alla indennità economica pari al 30% della retribuzione.

Domande nel periodo transitorio
L'Inps precisa che anche queste richieste vanno presentate in modalità telematica. Tuttavia nel periodo transitorio, dal 25 giugno (entrata in vigore del decreto) alla data dell’aggiornamento della procedura di presentazione delle nuove domande on line, è consentito che le istanze siano inviate in modalità cartacea.

I genitori interessati a queste nuove disposizioni possono rivolgersi agli uffici del Patronato Ital Uil per precise informazioni, consulenza e assistenza gratuite e per l’inoltro all’Inps delle domande.

 

Jobs Act: pubblicati i decreti legislativi

Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n.144 del 24/6/2015 - Suppl. Ordinario n. 34, in attuazione della legge n. 183/2014 (c.d. Jobs Act), i seguenti due decreti legislativi, dopo l’approvazione in via definitiva del Cdm dello scorso 11 giugno, vigenti al 25 giugno 2015:

Decreto legislativo n. 80 recante “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”.
Decreto legislativo n. 81 recante “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni”.

Le novità su maternità e congedi parentali

In particolare il decreto n. 80, di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro interviene, apportando modifiche al T.U. n. 151/2001 (Tutela della maternità e paternità), sui congedi di maternità rendendo più flessibile la loro fruizione, ad esempio in caso di parto prematuro e ricovero del neonato, e su quelli di paternità che vengono estesi a tutte le categorie di lavoratori in caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di abbandono, e in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre.

Per le adozioni e gli affidamenti sono previste condizioni più favorevoli in analogia con quelli spettanti al figlio biologico.

Sono state anche recepite in legge le sentenze della Corte Costituzionale intervenute su diverse questioni.

Riguardo i congedi parentali viene esteso il periodo massimo di fruizione dagli attuali otto anni di vita del bambino ai dodici, anche in caso di “prolungamento del congedo parentale” in presenza di figli disabili gravi. Viene inoltre portata da tre anni fino a sei anni l’indennità economica al 30% della retribuzione senza limiti di reddito (per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi già previsto dal T.U. n. 151).

Per gli anni successivi al sesto fino all’ottavo anno e per i periodi ancora non fruiti si farà riferimento ad un limite di reddito per avere diritto all’indennità. In precedenza questo limite di reddito si applicava dai tre agli otto anni.

Viene stabilito inoltre che in caso di mancata regolamentazione da parte della contrattazione collettiva, anche di livello aziendale, il congedo parentale potrà essere fruito ad ore.

Oltre alle norme che modificano il T.U. n. 151/01 vi sono altre disposizioni del tutto innovative, quali ad esempio quella sul telelavoro e quella sul congedo di tre mesi per le donne vittime di violenza di genere, inserite nei percorsi di protezione debitamente certificati.

Il decreto stabilisce il carattere sperimentale della maggior parte delle misure, subordinandone il riconoscimento per gli anni successivi al 2015 allo stanziamento delle necessarie risorse mediante i decreti legislativi attuativi dei criteri di delega di cui alla legge n. 183/2004.

Rivedibilità e diritti acquisiti. Indicazioni Inps

Come noto la legge n. 114/2014 di conversione del DL n. 90/2014, per la semplificazione in materia di invalidità civile e, in particolare, per la nuova disciplina delle visite di revisione e diritti acquisiti, prevede che nel caso siano previste visite di revisione per la verifica di invalidità civile e per handicap i soggetti interessati, contrariamente a quanto accadeva in precedenza, conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura (tra queste anche i permessi lavorativi L. 104/92), senza perdere il diritto in attesa del nuovo accertamento.
La legge chiarisce inoltre che la convocazione a visita, nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità, è di competenza dell’Inps (quindi non più della Asl o del cittadino).
L’Inps, con circolare n. 10/2015 precisa che effettuerà non solo la convocazione a visita ma anche l’accertamento sanitario per le eventuali visite di revisione.

Con successivo messaggio (n. 1964/2015) l’Inps, tra le varie indicazioni sulle nuove procedure, evidenzia (soprattutto riguardo i benefici lavorativi di cui alla legge n. 104/92) che al fine di garantire ai cittadini la documentabilità della validità del verbale nelle more dell’effettuazione della visita di revisione, è stata predisposta un’apposita attestazione, che le sedi territoriali rilasceranno all’avente diritto su sua richiesta. Questo è molto importante non solo per le agevolazioni lavorative ma anche per tutte le altre previste per le persone disabili.

Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM)

La Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) è entrata in vigore, anche in Italia, dal 1° novembre 2004. Tale tessera, che è il retro della Tessera Sanitaria nazionale (TS) o della Carta Regionale dei Servizi per le regioni Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Sicilia, permette di usufruire delle cure medicalmente necessarie (e quindi non solo urgenti) coperte in precedenza dai modelli E 110, E 111, E 119 ed E 128.

A chi viene rilasciata

La TEAM, viene rilasciata, in linea di principio a tutte le persone iscritte e a carico del Servizio sanitario nazionale (SSN) in possesso della cittadinanza italiana che hanno la residenza in Italia. Eccezioni riguardano:

i lavoratori con contratto di diritto italiano iscritti all’Anagrafe italiani residenti all’estero (AIRE) e distaccati all’estero; gli studenti (titolari di modello E106 o S1) iscritti all’AIRE i pensionati (e loro familiari) in possesso di un modello E121 o S1 (dal 1° maggio 2010 con l’entrata in vigore dei nuovi regolamenti comunitari di sicurezza sociale) i familiari di lavoratori, che risiedono in un Paese diverso da quello del capofamiglia, in possesso di modello E109 o S1 Inoltre, la TEAM spetta anche ai cittadini comunitari ed extracomunitari iscritti al SSN e non a carico di Istituzioni estere.

Come e dove utilizzarla

L’assistito, per ottenere le prestazioni, può recarsi direttamente presso un medico o una struttura sanitaria pubblica o convenzionata ed esibire la TEAM, che da diritto a ricevere le cure alle stesse condizioni degli assistiti del Paese in cui ci si trova. L’assistenza è in forma diretta e pertanto nulla è dovuto, eccetto il pagamento di un eventuale ticket che è a diretto carico dell’assistito e quindi non rimborsabile.

Si rammenta che in Svizzera ed in Francia (dove vige un sistema basato sull’assistenza in forma indiretta), il più delle volte viene richiesto il pagamento delle prestazioni. E’ bene sapere che il rimborso può essere richiesto direttamente sul posto all’istituzione competente (alla LAMal per la Svizzera ed alla CPAM competente per la Francia). In caso contrario il rimborso dovrà essere richiesto alla ASL al rientro in Italia, presentando le ricevute e la documentazione sanitaria.

Si sottolinea che la TEAM non può essere utilizzata per il trasferimento all’estero per cure di alta specializzazione (cure programmate), per le quali è necessaria l’autorizzazione preventiva da parte della propria ASL.

Validità

La TEAM ha validità sei anni (Decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 25 febbraio 2010, che aggiorna il Decreto dell’11 marzo 2004), eccetto diversa indicazione da parte della Regione/ASL di appartenenza. In prossimità della scadenza, l’Agenzia delle entrate provvede automaticamente ad inviare la nuova tessera.

A chi rivolgersi

Si può richiedere alla propria ASL di appartenenza un certificato sostitutivo della TEAM solo nei seguenti casi eccezionali:

furto o smarrimento, se la tessera è stata già ricevuta, presentando copia della relativa denuncia partenza in tempi troppo brevi per poter ottenere la tessera, se non è stata ancora ricevuta


In quest’ultimo caso, l’Ufficio dell’Agenzia delle entrate ha previsto la possibilità per le ASL di richiedere on-line la tessera per gli assistiti che ne facciano richiesta. Dalla data della richiesta occorreranno circa 30 giorni per riceverla. E’ sempre possibile, da parte delle ASL, rilasciare un certificato sostitutivo provvisorio compilato a mano.

Se i dati anagrafici riportati sulla TEAM fossero errati, il cittadino potrà rivolgersi ad un qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle entrate per chiederne la correzione. Allo stesso modo, in caso di smarrimento o furto, il cittadino potrà richiederne un duplicato. (Fonte sito del Ministero della Salute http://www.salute.gov.it)