Salute e sicurezza

 Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro – coordinato con il Decreto Legislativo 3 agosto 2009 n. 106 e con i successivi ulteriori decreti integrativi e correttivi (aggiornato nell’edizione luglio 2018).

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Tutela del Benessere Lavorativo e prevenzione dello stress lavoro-correlato

È attivo presso l'Ufficio del Datore di Lavoro – UOD Sorveglianza Sanitaria – lo Spazio Ascolto Benessere Lavorativo (istituito con DD n. 178 del 30/12/2010), in acronimo S.A.Be.L.

Lo sportello offre ai dipendenti della Giunta che ne facciano richiesta un servizio gratuito di counseling psicologico ad orientamento sistemico – relazionale, consistente in un ciclo di cinque colloqui individuali di un'ora l'uno.

Il servizio è dedicato ai dipendenti che avvertano un disagio nel proprio rapporto col contesto lavorativo, qualche che ne sia la causa percepita (comportamento di colleghi e dirigenti, contenuti ed organizzazione del lavoro...).

L'obiettivo principale del lavoro di counseling è di stimolare l'utente del servizio ad individuare ed utilizzare al meglio le proprie risorse, onde migliorare la gestione del rapporto con la realtà lavorativa interessata.

La tutela della riservatezza del contenuto dei colloqui è garantita dall'obbligo del segreto professionale cui è vincolato il funzionario psicologo che conduce il colloquio, in quanto iscritto all'Ordine degli Psicologi della Campania.

Gli interessati possono rivolgersi telefonicamente o via mail al Dott. Stefano Gaeta ai seguenti recapiti: 081.796.3513; stefano.gaeta@regione.campania.it

Lo svolgimento del primo colloquio non comporta alcun obbligo ulteriori appuntamenti.

Il servizio è svolto esclusivamente in orario d'ufficio. Lo sportello è ubicato in via Nuova Marina, 19/C (ex Palazzo Armieri) - 80133 Napoli, I piano e al Centro Direzionale di Napoli Isola C\5, III piano.


Divieto di fumo ignorato

Con il DD n. 35/2016 Ufficio Datore di Lavoro è stata creata una task force per la promozione di azioni tese all'osservanza del divieto di fumo nei luoghi di lavoro dell'Amministrazione regionale

Il D.D. n. 35 del 20/5/2016


Cause di servizio ed equo indennizzo

 I dipendenti pubblici, a fronte di un’infermità o lesione di carattere permanente della loro integrità psicofisica, subita in ambito lavorativo hanno la possibilità di presentare alla propria amministrazione/ente di appartenenza, una specifica richiesta tesa ad accertare se esistano i presupposti per il riconoscimento quale dipendente da causa di servizio.
In caso di riconoscimento della causa di servizio è possibile chiedere il pagamento dell’equo indennizzo ossia una prestazione una tantum che viene corrisposta, a domanda, ai propri dipendenti (da proporre contestualmente alla presentazione dell’istanza di causa di servizio, ovvero entro sei mesi dalla notifica del provvedimento di riconoscimento della causa di servizio), dalle Amministrazioni/Enti datori di lavoro a seguito di lesioni o infermità riconosciute.


 

LE NOSTRE PROTESTE


 RISCHI DEL FUMO ATTIVO E PASSIVO

Informare sui rischi del fumo attivo e passivo e incoraggiarne la disassuefazione partendo dal luogo di lavoro. Sono gli obiettivi di due recenti prodotti editoriali consultabili online, curati dal dipartimento di Medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail: “La gestione del fumo di tabacco in azienda” è un manuale informativo per datori di lavoro, medici competenti e responsabili del servizio di prevenzione e protezione, mentre “Se fumo,… Se smetto,…” è un depliant che si rivolge ai lavoratori. Entrambi sono stati realizzati nell’ambito della linea di ricerca del Dimeila sullo studio dei comportamenti a rischio dei lavoratori (tabagismo, scorretta alimentazione e scarsa attività fisica) e per la promozione di stili di vita salutari, come contributo al miglioramento del benessere personale e sul lavoro.

La normativa italiana sul fumo di tabacco

Il 10 gennaio 2005 entrava in vigore la legge Sirchia (dal nome del ministro della Salute che la propose), che vieta il fumo nei luoghi pubblici chiusi.

Il quadro normativo italiano sul fumo: dagli inizi…
La prima normativa italiana sul fumo è del 1934: è il Regio Decreto n. 2136 “Testo unico delle leggi sulla protezione e l’assistenza della maternità e dell’infanzia”, che sancisce il divieto di vendita e somministrazione di tabacco ai minori di 16 anni, ai quali è vietato anche di fumare nei luoghi pubblici. Nel 1942, la legge n. 907 sul monopolio dei sali e dei tabacchi disciplina per la prima volta la materia del contrabbando.

… alle prime leggi nazionali di contrasto al tabacco
La legge n. 165 del 1962 stabilisce il divieto di propaganda pubblicitaria di qualsiasi prodotto da fumo, nazionale ed estero. Con il decreto legge n. 4 del 10 gennaio 1983 (convertito nella legge n. 52 del 22 febbraio 1983, vengono aggiornate le sanzioni previste.

La prima norma di tutela dei non fumatori viene introdotta nel 1975: la legge n. 584 dell’11 novembre 1975 stabilisce il divieto di fumare in determinati locali e sui mezzi di trasporto pubblico. Tra i luoghi interessati dal divieto: le corsie degli ospedali, le aule scolastiche, le sale d’attesa delle stazioni, i locali chiusi adibiti a pubblica riunione, i cinema, le sale da ballo.

Negli anni ’90, una serie di provvedimenti legislativi affrontano i temi della tutela dal fumo passivo: con il decreto legislativo n. 626/1994 si impone al datore di lavoro di limitare l’esposizione del lavoratore ad agenti cancerogeni, tra i quali il fumo di tabacco; con la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14/12/1995 si estende il divieto di fumo ai locali destinati al ricevimento del pubblico e utilizzati dalla pubblica amministrazione, dalle aziende pubbliche e dai privati esercenti servizi pubblici. Si stabiliscono inoltre limitazioni alla pubblicizzazione (D.M. n. 425/1991 e D.Lgs n. 581/1993 e si inizia anche a regolamentare la composizione (legge n. 142/1992) e l’etichettatura dei prodotti del tabacco (legge n. 428 del 1990).

Anni 2000: le disposizioni legislative sul tabacco si fanno più rigide
Nel 2003 viene emanata la legge n. 3 (art. 51), “Tutela della salute dei non fumatori” (Legge Sirchia), che ha esteso il divieto di fumo a tutti i locali chiusi, compresi i luoghi di lavoro privati o non aperti al pubblico, gli esercizi commerciali e di ristorazione, i luoghi di svago, palestre, centri sportivi. Le sole eccezioni: i locali riservati ai fumatori e gli ambiti strettamente privati, come le abitazioni civili. La legge concede la possibilità di creare locali per fumatori.

Sempre nel 2003 si affronta di nuovo la regolamentazione della composizione ed etichettatura dei prodotti del tabacco. Il D.lgs. n. 184/2003 stabilisce per le sigarette il tenore massimo di catrame (10 mg/sigaretta), nicotina (1 mg/sigaretta) e monossido di carbonio (10 mg/sigaretta). Inoltre introduce nuove norme per l’etichettatura: sui pacchetti di sigarette sono aumentati gli spazi destinati alle scritte sui rischi per la salute ed è vietato l’uso di diciture come “mild” o “light” o elementi figurativi ingannevoli che diano l’impressione che alcuni prodotti siano meno nocivi.

Nel 2004 il decreto legislativo n. 300 regolamenta la pubblicità e la sponsorizzazione dei prodotti del tabacco con carattere transfrontaliero e la distribuzione gratuita dei prodotti del tabacco a scopo promozionale. La normativa ha permesso di impedire l’uso del marchio di prodotti del tabacco durante il Gran Premio di Formula 1 e di motociclismo d’Italia e di San Marino, a partire dal 2005.

Nel 2012 il decreto legge n. 158 introduce il divieto di vendita delle sigarette ai minori di 18 anni, innalzando il limite dei 16 anni che è rimasto in vigore per circa 80 anni, dal Decreto Regio del 1934. Il divieto di fumo nelle scuole è stato sancito fin dal 1975, ma limitato alle aule scolastiche (di ogni ordine e grado). Con la legge n. 3/2003 il divieto è stato di fatto esteso a tutti gli ambienti interni alla scuola. Con il decreto legge n. 104 del 2013 si estende il divieto di fumo anche all’esterno della scuola, purché di pertinenza della scuola stessa.

Arrivano le sigarette elettroniche: la legislazione nazionale
La recente introduzione anche in Italia delle cosiddette “sigarette elettroniche” (e-cig), cioè quei dispositivi elettronici di somministrazione di nicotina che imitano le sigarette, ha richiesto sin dal 2010 al legislatore la regolamentazione della materia, pur davanti ad alcune incertezze della comunità scientifica rispetto a benefici e rischi del loro utilizzo.

L'UFFICIO DEL DATORE DI LAVORO

Il Regolamento sull’Ordinamento Amministrativo della Giunta Regionale della Campania (art. 25 n. 12/2011) ha istituito l’ufficio del datore di lavoro, dotato di autonomia gestionale, al quale è preposto un dirigente cui sono attribuite le funzioni di cui al dlgs 81/2008, (Attuazione dell’articolo 1 della leggen. 123/2007, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro).

La Regione Campania è una realtà aziendale complessa non solo per il numero di lavoratori (circa 5.000) e di sedi lavorative (circa 200), ma anche per la varietà di attività presenti, da quelle amministrative a quelle di cantiere mobile (edile o idraulico-forestale), protezione civile e spegnimento incendi, agricole e vivaistiche e, perfino di allevamento equino.

Attività:

Formazione obbligatoria del personale in merito alla sicurezza sui luoghi di lavoro d.lgs.81/08, degli A.G.E. (Addetti Gestione Emergenze), degli R.L.S. (Rappresentanti Sicurezza Lavoratori);

Verifica e valutazione dei rischi anche chimici, biologici con la conseguente elaborazione del documento previsto dall'art. 28 e ss.del d.lgs. 81/2008 – organizzazione del servizio di prevenzione e protezione;

Monitoraggio e presidio di tutte le strutture, sedi di uffici, sull’intero territorio regionale in materia di sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro;

Interventi di somma urgenza;

Gestione delle emergenze;

Redazione del PEO (Piano Operativo di Emergenza) e conseguenti attività prodromica e connesse a tutte le prove di evacuazione;

Redazione dei PMA con indicazione delle prescrizioni degli interventi da eseguire sulle strutture. Coordinamento e direzione delle strutture periferiche dell’Ufficio del Datore di Lavoro nelle stesse materie;

Individuazione delle sedi non idonee e supporto alla D.G. risorse strumentali nella pianificazione delle relative dismissioni;

Promozione e gestione visite mediche in tutte le ipotesi contemplate dall’art. 41 del d.lgs. 81/2008;

Gestione dello sportello stress lavoro-correlato

La struttura, grazie anche al contributo di nuove unità lavorative, con grande impegno e professionalità ha raggiunto obiettivi davvero notevoli, basta solo pensare:

ai risparmi ottenuti dall’Amministrazione sulla spesa della formazione generale (si stima trai 350/400 mila euro) per la sicurezza erogata a migliaia di lavoratori,attraverso l’impegno del personale interno dell’Ufficio dopo un lungo e faticoso processo di riconversione e qualificazione;

all’innovativa attivazione di tirocini formativi di giovani ingegneri delle Università della Campania presso il Servizio di Prevenzione e Protezione;

al continuo e giornaliero impegno nella valutazione dei rischi, nell’adeguamento delle strutture e nella tutela della salute e della sicurezza di tutti i lavoratori della Regione Campania.

Le SEDI

UFFICIO DEL DATORE DI LAVORO - 55-81-00 Aa.gg. - Gestione risorse umane e strumentali- Unità tecnica di Presidio e Coordinamento delle sedi territoriali – Servizio di prevenzione e protezione-Formazione -Napoli -Via Santa Lucia 81

UOD 01 -- Sorveglianza Sanitaria -
Napoli - Via Nuova Marina – Palazzo Armieri

Presidio territoriale di S. Nicola la Strada - Ex CIAPI - (CE)

Presidio territoriale di Battipaglia - Via Adriatico -(SA)

http://www.cilentonotizie.it/dettaglio/?ID=27917

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Documentazione utile sul tema della sicurezza


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