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MANIFESTAZIONE UNITARIA CGIL-CISL-UIL 09 FEBBRAIO 2019

Cgil, Cisl, Uil valutano positivamente il percorso di mobilitazione svoltosi negli scorsi mesi a sostegno della piattaforma unitaria. Il consenso delle decine di migliaia di lavoratori, pensionati e giovani alle proposte di Cgil, Cisl, Uil, emerso in occasione delle centinaia di assemblee organizzate su tutto il territorio nazionale, è stato pressoché unanime ed ha rappresentato un primo importante momento di confronto e discussione delle proposte sindacali con i lavoratori e i pensionati italiani sul documento consegnato nello scorso mese di dicembre al Presidente del Consiglio che si era impegnato a dare continuità al confronto, mai avvenuto, su alcuni capitoli indicati dal Sindacato.

La legge di bilancio, appena approvata, ha lasciato irrisolte molte questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese, a partire dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture, delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno. Temi sui quali Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato indicazioni e proposte credibili e realizzabili che non hanno trovato riscontro nella legge di stabilità avanzata dal Governo.  

Pertanto,  per sostenere le proposte unitarie contenute nella piattaforma sottoposta ai lavoratori da Cgil, Cisl, Uil, per cambiare le scelte dell’Esecutivo e per aprire un confronto serio e di merito, Cgil, Cisl, Uil organizzeranno una grande manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma sabato 9 febbraio.


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PENSIONI

Proietti: il Dl risponde ad una parte delle attese, ma chiediamo confronto su questioni aperte.

Il Decreto sulle pensioni risponde ad una parte delle attese dei lavoratori, mentre lascia senza risposte questioni rilevanti del sistema previdenziale.

Quota 100 è certamente un intervento utile per i lavoratori del nord e del settore pubblico, meno per quelli del centro sud e insufficiente per le donne, che raramente raggiungono i 38 anni di contribuzione.

Positiva è la proroga dell´Ape Sociale e di Opzione donna. L´assenza di Quota 41 lascia senza risposta i lavoratori precoci. Manca il completamento della salvaguardia degli esodati.

I lavoratori del settore pubblico sono penalizzati dalla normativa che prevede le modalità dilazionate fino a sette anni per ciò che concerne l’erogazione del tfr.

Il decreto vara solo parzialmente la riforma della Governance di Inps e Inail dove va rafforzato il ruolo di indirizzo e vigilanza dei Civ.

È più che mai necessario affrontare il tema delle future pensioni dei giovani e valorizzare dal punto di vista contributivo la maternità e il lavoro di cura delle donne.

Sull´insieme di questi temi, la UIL chiede al Parlamento di introdurre modifiche al decreto Legge e al Governo di aprire un confronto con il sindacato per trovare positive soluzioni per i lavoratori.


Foccillo: PA, il rilancio della macchina amministrativa non può che passare dai suoi lavoratori
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DICHIARAZIONE DI ANTONIO FOCCILLO SEGRETARIO CONFEDERALE UIL

 

Continuiamo a leggere sui quotidiani di punizioni da imporre agli assenteisti e di permessi «facili» presi dai pubblici dipendenti. Un atteggiamento inquisitorio che dura ormai dal 2009 e che è arrivato fino alle rilevazioni biometriche e alla stretta collaborazione con le Fiamme Gialle nella prevenzione di questi fenomeni. Insomma, una guerra ideologica che, però, viene smentita dal numero dei procedimenti e dei licenziamenti che sono un’infinitesima parte dei pubblici dipendenti che, vogliamo ricordare a tutti, sono poco meno di tre milioni.

Dagli ultimi dati dal mese di giugno scorso si rileva che vi sono stati 22 licenziamenti disciplinari, che non escludono quindi anche fattispecie diverse dalla falsa attestazione della presenza in servizio. Da qui si evince tutt´altro che un´urgente impellenza che tarpa le ali al buon andamento della nostra P.A. e l’ha detto la stessa Ministra della Funzione pubblica, circoscrivendo il fenomeno a «una percentuale limitata di dipendenti».

Pur condannando qualsiasi azione irrispettosa del proprio lavoro ci chiediamo se sia questa la priorità del Ministero. Riteniamo che non sia così. Per la Uil il rilancio della macchina amministrativa non può che passare dai suoi lavoratori che non vanno mortificati e colpevolizzati per gli errori di qualcuno che va punito. I lavoratori hanno bisogno di esser messi nella condizione di poter offrire servizi pubblici adeguati e puntuali a tutti.

Vorremo che tra le priorità di questo Governo vi fosse un vero ricambio generazionale, non più rinviabile e contingentato. Un ricambio che permetta di invertire un trend di assenze spesso giustificato anche dall´età media avanzata della forza lavoro e soprattutto di colmare quella sotto-dotazione organica che, quella sì, è motivo di paralisi del servizio pubblico. Inoltre, preferiremmo che le risorse venissero investite in formazione, digitalizzazione e ammodernamento di strutture con cui i lavoratori quotidianamente operano.

Vorremmo che si rinnovassero, come avviene per tutti i lavoratori, i contratti scaduti a dicembre e quelli ancora aperti del precedente triennio 2016/2018 dei medici e della dirigenza e, infine, che si concludessero i lavori delle commissioni paritetiche per le nuove progressioni di carriera.


15/1/2019

Barbagallo: «Occorre rinnovare i contratti. Servono le risorse necessarie»
Il leader della Uil a Salerno al Consiglio confederale della Uil Fpl

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«Bisogna rinnovare i contratti alla scadenza naturale e, a questo scopo, occorre trovare le risorse necessarie». È quanto ha detto il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, intervenendo al Consiglio nazionale della Uil Fpl, svoltosi ieri e oggi a Salerno.

 

«Non può accadere che, in uno Stato democratico, il peggior datore di lavoro sia proprio lo Stato. Ecco perché bisogna fare in modo che i lavoratori pubblici recuperino, per l'appunto con il rinnovo dei contratti, il loro potere d´acquisto: condizione, questa, che può servire a rilanciare la domanda interna e, dunque, l’economia del Paese». Il leader della Uil, poi, è intervenuto anche su altre questioni relative al settore: «Molte pubbliche amministrazioni - ha detto - sono sotto organico. Negli ultimi anni sono stati persi centinaia di migliaia di posti di lavoro e se andranno in pensione altri 250mila lavoratori senza che vi sia il turn over, avremo ripercussioni sui servizi ai cittadini. Così come - ha concluso Barbagallo - è una vergogna che i lavoratori che vanno in quiescenza debbano aspettare anni per avere i propri soldi, perché il trattamento di fine rapporto è semplicemente salario differito».




15/1/2019

TFR - PUBBLICO IMPIEGO

Foccillo: “Chiediamo un incontro per trovare una soluzione condivisa”

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Da quanto leggiamo sui giornali si stanno susseguendo una serie di incontri per garantire ai pubblici dipendenti la riscossione della propria liquidazione contestualmente al pensionamento.

 

Ricaviamo dalle indiscrezioni che l’ipotesi più probabile sarà quella del prestito bancario ponte, che tuttavia coprirebbe gli interessi per i trattamenti di fine rapporto/servizio fino a un massimo di 50-60 mila euro. Superata questa soglia, i lavoratori dovrebbero accollarsi gli interessi su una somma dovutagli e per cui hanno versato in tutta la loro carriera lavorativa.

 

Sarebbe l’ennesima discriminazione nei confronti dei lavoratori pubblici, di conseguenza la copertura dei costi necessari alla liquidazione non può che essere a carico dello Stato.

 

Ancora una volta chiediamo una convocazione delle parti sociali per trovare insieme una soluzione condivisa ad un problema che non può più protrarsi oltre.

 

Una soluzione, tra l’altro, che non deve solo riguardare coloro che opteranno per quota 100 ma per tutti i lavoratori del pubblico impiego.